
L'inizio del fontanamento sostenuto dalla nuova bocca posta sulla sella tra i due coni del SEC del 28 Febbraio (foto: Marco Restivo)
L'attività effusiva alla fessura eruttiva posta alcune centinaia di metri ad est rispetto alla base sudorientale del cono orientale del Cratere di Sudest (FES2 - vedi mappa a fondo pagina + Report 25/02_22:45) si è conclusa tra la sera del 25 e la mattina del 26, ad un orario non precisabile a causa delle cattive condizioni meteo.
Durante la notte tra il 26 e il 27 Febbraio, deboli bagliori provenienti dall'interno del cono sommitale centrale, segnano l'inizio di una nuova attività stromboliana intracraterica. La posizione dei bagliori, leggermente spostati verso nord rispetto a quelli osservati durante l'attività stromboliana avvenuta nelle scorse settimane dal cono di scorie posto sulla porzione sudorientale del fondo craterico della Bocca Nuova, suggerivano l'attivazione di una bocca in una diversa posizione all'interno della depressione craterica.
Osservazioni dirette effettuate la mattina del 27 Febbraio da parte delle Guide Alpine di Etna Sud e riferiteci gentilmente da Alfio Mazzaglia, hanno permesso di stabilire che la bocca esplosiva attivatasi è posta all'interno della Voragine, a ridosso di ciò che resta del "Diaframma" che divide quest'ultima dalla Bocca Nuova.
La Voragine è quindi entrata in eruzione dopo poco più di 13 anni di inattività.
Le esplosioni stromboliane sono andate avanti per tutta la mattinata in graduale aumento, evidenziato dalla produzione di densi pennacchi di gas che si alzavano diverse centinaia di metri sopra il cratere.
Intorno alle 10:30 l'attività stromboliana si è evoluta in fontana di lava producendo un piccolo parossismo eruttivo, e si è mantenuta piuttosto costante (seppur con un leggero e momentaneo calo tra le 11:20 e le 11:30) per circa tre ore.
Durante le fasi più intense, il plume prodotto dal fontanamento ha assunto una colorazione più scura a causa della cenere prodotta e presa in carico dal pennacchio eruttivo (foto in basso a sinistra).
Durante questa fase gli altri crateri sommitali hanno prodotto solo degassamento, senza alcuna attività eruttiva. (fonte: Alfio Mazzaglia)
L'intensità delle esplosioni è andata gradualmente in diminuzione a partire dalle 13:30 circa, riportandosi su una fenomenologia simile a quella osservata durante la notte, con esplosioni continue che, durante gli eventi più energetici, lanciavano materiale incandescente fino a 150 metri oltre l'orlo craterico (foto in basso a destra).
L'attività stromboliana alla Voragine è andata avanti così per tutto il corso del 27 Febbraio e durante la notte successiva.

La fase di maggior intensità del parossimo eruttivo alla Voragine la mattina del 27 febbraio (a sinistra, foto: Roberto Schillaci)
L'attività stromboliana alla Voragine osservata dal versante occidentale del vulcano, la sera del 27 Febbraio (a destra, foto: Marco restivo)
La mattina del 28 Febbraio, poco dopo le 08:20, è ricominciata l'attività stromboliana dal cratere di Sudest, per la precisione da una bocca posta sulla sella tra i due coni di scorie.
Intorno alle 09:00, un'altra bocca, posta sulla sommità del cono di scorie orientale, ha iniziato a produrre esplosioni stromboliane.
Tra le 09:45 e le 10:50 l'attività è andata gradualmente intensificandosi.
Alle 10:40 è iniziato un trabocco di lava dall'orlo orientale del cratere.
Tra le 10:55 e le 11:00 la bocca posta sulla sella si è ulteriormente allargata verso ovest di alcune decine di metri.
Durante questa fase è iniziata la produzione di fontane di lava pulsanti da entrambe le bocche.
Alle 11:15 una forte esplosione sul fianco orientale del cono, seguita da emissione di cenere, ha segnato l'attivazione di un'altra bocca che ha prodotto, nel corso dei 5 minuti successivi, forti esplosioni di singole e grosse bolle di gas che hanno lanciato bombe incandescenti in tutte le direzioni. Gran parte di queste esplosioni sono state accompagnate dalla generazione di onde di compressione visibili sul gas prodotto dall'attività eruttiva.
In questa fase il fontanamento è passato da pulsante a sostenuto con la produzione di una colonna di materiale piroclastico alta alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e sospinta dai venti verso est. Ha avuto inizo così il sesto parossismo eruttivo al Cratere di Sudest dall'inizio dell'anno (a poco meno di 10 giorni dal primo avvenuto il 19 Febbraio).
Da osservazioni effettuate da Michele Mammino è stato possibile constatare la formzione di fulmini generati da fenomeni triboelettrici all'interno della colonna eruttiva.
Durante la fase di maggior intensità dell'attività, la bocca posta sulla sella si è ulteriormente allargata verso ovest fin sul fianco del cono occidentale del Cratere di Sudest, producendo fontane di lava alte fino a 400 metri (foto in alto).
Un'ulteriore espansione della bocca in direzione sud ha generato una densa nube di vapore, gas e cenere che è stata "schiacciata" dai venti alla base meridionale del cono orientale del SEC. Dal punto più a valle della stessa bocca è iniziata la produzione di una colata lavica che si è messa in posto sul basso fianco meridionale della sella e, una volta raggiunta la base della stessa, ha iniziato a scorrere verso est, dirigendosi verso l'orlo occidentale della valle del Bove nei pressi della stazione di monitoraggio "Belvedere" dell'INGV-OE di Catania.
L'attività di fontanamento si è mantenuta costante per circa 20 minuti, tra le 11:20 e le 11:40, per poi iniziare rapidamente a diminuire d'intensità. Le ultime fontane di lava sono state osservate intorno alle 11:45 seguite da sempre meno frequenti esplosioni stromboliane.
Alle 11:50 l'attività era ridotta ad emissione di cenere che è cessata definitivamente intorno alle 12:00 (foto in basso a sinistra).
La colata emessa dalla bocca posta sulla sella tra i due coni nel frattempo aveva quasi raggiunto l'orlo occidentale della Valle del Bove e si trovava proprio a ridosso della stazione di monitoraggio dell'INGV (foto in basso a destra).

La fase finale del parossismo eruttivo del SEC la mattina del 28 Febbraio (a sinistra, foto: Marco Di Marco)
Uno scorcio del fronte lavico in avanzamento presso la stazione di monitoraggio "Belvedere" dell'INGV-OE (foto: Marco Di Marco)
Alla fine dell'attività esplosiva è stato possibile constatare che la nuova bocca si estende da est ad ovest, dalla vecchia fessura che taglia cono occidentale del SEC sul suo fianco meridonale fino al fianco sudoccidentale del cono orientale del SEC (vedi mappa e foto a fondo pagina).
Alle 12:25 si è aperta una nuova fessura eruttiva (FEBC) a ridosso della base sudorientale del cono orientale del SEC, dalla quale è iniziata una vivace attività di spattering e la produzione di una colata lavica diretta verso est, seguita dalla riattivazione della FES2 che iniziato a produrre la stessa fenomenologia osservata alla FEBC.
Il flusso lavico ancora debolmente alimentato in espansione alla base meridionale del SEC ha raggiunto e danneggiato la stazione dell'INGV intorno alle 15:30.
L'attività effusiva è andata avanti dalle tre fessure attive per tutto il pomeriggio del 28 febbraio, seppur in calo sia dalla FECB che dalla bocca posta sulla sella tra i due coni.
Si è mantenuta invece piuttosto costante l'attività alla FES2.
Durante le prime ore del 1 Marzo è cessata l'attività effusiva sia dalla FECB che dalla bocca posta sulla sella.
Al momento (h: 02:40) l'attività effusiva dalla FES2 prosegue senza grandi variazioni rispetto alle ore precedenti, così come l'attività stromboliana alla Voragine iniziata la notte tra il 26 e il 27 Febbraio.
Da segnalare la ricaduta di materiale piroclastico su alcuni paesi della fascia orientale del vulcano durante la fontana di lava del SEC del 28 Febbraio.
Tutti gli orari sono espressi il Local Time (UTC+1)
Un ringraziamento particolare ad Alfio Mazzaglia per le preziose informazioni riguardanti l'attività alla Voragine gentilmente concesseci, a Roberto Schillaci per la foto dell'attività alla Voragine della mattina del 27 e a Michele Mammino per la descrizione dell'attività triboelettrica durante la fontana di lava del SEC del 28 Febbraio.

La mappa con la posizione delle fessure eruttive attive il 28 Febbraio nei pressi del SEC. In giallo sono tracciati i contorni approssimativi degli orli della nuova bocca apertasi sulla sella tra i due coni. A destra la foto della bocca appena citata (foto: Marco Restivo)
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